Risalgono a pochi giorni fa le parole del commissario Ue dell’Ambiente Virginijus Sinkevičius , che in un intervista rilasciata al portale Euractiv.com si è pronunciato in maniera fortemente negativa nei confronti del piano regolatore della regione Lazio per appianare l’emergenza rifiuti che ormai da anni, in maniera più o meno critica, affligge Roma e dintorni.

Sinkevičius ha dichiarato di essere consapevole delle grandi difficoltà attraversate dal paese e dell’impegno che il governo ha investito nel tentativo di invertire la rotta di fronte all’emergenza rifiuti, ma che tuttaviai problemi di fondo devono ancora essere affrontati”. Secondo il politico lituano gli impianti preposti al trattamento dei rifiuti organici e degli ambienti di raccolta sono insufficienti, problema che combinato con le difficili modalità di raccolta e gestione dei materiali di scarto pone le autorità responsabili in una posizione di impotenza.

Il commissario UE si è dimostrato anche perplesso di fronte alla “riforma” preposta dal nuovo piano regolatore in fase di approvazione che prevede lo smistamento dell’immondizia verso gli impianti delle altre regioni. Secondo il commissario “spedire i rifiuti in altre regioni italiane è legalmente possibile, ma non è certamente la soluzione migliore”. Secondo Sinkevičius il momento, per quanto critico, dovrebbe essere considerato come una “occasione perfetta per correggere le carenze individuate in passato”, augurandosi che gli ostacoli odierni possano aprire la strada a nuove soluzioni sostenibili per la gestione dei rifiuti in tutta la regione.

Non potevamo certo aspettarci un esito diverso dall’analisi della commissione Europea, da sempre molto severa nei confronti del Bel Paese: lo stesso Sinkevicius ha ricordato la situazione delle discariche abusive, un fenomeno fortemente caratterizzante in Italia: siti di scarico non idonei; trattamento delle acque reflue; aiuti di stato alle imprese. Sono solo alcune delle procedure di infrazione che dal 2012 ad oggi sono già costate all’Italia la bellezza di 547 milioni di euro di multa. Dal 2 dicembre 2014, data di inizio della penalità, l’Italia ha bonificato 156 siti “con la conseguente riduzione della sanzione semestrale – ha commentato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – da 42 milioni e 800mila euro agli attuali 10 milioni e 200mila euro”. Il ministero calcola che rimangono da regolarizzare altre 44 discariche abusive.

In accordo con il nostro pensiero, chiudiamo con le parole del presidente Legambiente e deputata LeU Rossella Muroni, che nel commentare le parole del commissario Sinkevičius  ha sottolineato come non sono solo gli impianti preposti allo smaltimento a scarseggiare in Italia, quanto una vera e propria cultura del riciclo : “la Capitale ha urgente bisogno di un progetto per recuperare la fiducia dei cittadini, far crescere la differenziata, aumentare i servizi di raccolta porta porta e realizzare gli impianti che servono per la corretta gestione del ciclo dei rifiuti. Ciò non significa nuove discariche o inceneritori, ma impianti per la gestione della frazione umida, impianti per il recupero e il riciclo, centri del riuso. Perché l’economia circolare non può essere solo uno slogan, ma va realizzata a partire da una corretta gestione dei rifiuti. E serve collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti”.

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