Come era prevedibile, alcune delle misure difensive adottate per difendere la popolazione dalla furia del Covid-19 si sono trasformate a loro volte in minacce potenzialmente ancor più gravi per l’ambiente.

Stiamo parlando delle famigerate mascherine e dei guanti in lattice, strumenti ormai di uso comune nelle nostre vite, su cui il mercato, ovviamente, ha investito i suoi interessi dando vita a non pochi scandali. Ma al di la delle tanto familiari questioni d’appalto all’italiana, il vero problema per la salute ambientale risiede nel comportamento dei singoli che trattano mascherine e guanti esausti come rifiuti da piccolo calibro da poter gettare ovunque senza il minimo riguardo, minacciando non solo l’ambiente, ma favorendo anche il diffondersi dell’epidemia. Contro l’abbandono in strada di guanti e mascherine ha fatto notizia l’iniziativa del Comune di Nardò capitanato dal sindaco Pippi Mellone, il quale ha deciso di colpire i trasgressori introducendo una multa sino a 450 euro per ogni oggetto gettato in strada o sui marciapiedi.

Le multe salate arrivano anche nella capitale romana dove la sindaca Virginia Raggi sta pensando di seguire l’esempio di Nardò con sanzioni tra i 75 e 450 euro per chi abbandona guanti e mascherine per strada.

In forte controtendenza rispetto a quello che spesso appare come un paese dedito solo ad imbrogli e sotterfugi, tutta l’amministrazione del comune di Nardò si è dimostrata attenta ai danni “collaterali” dell’epidemia, fino ad ora parzialmente trascurati rispetto a questioni di natura economica. Gli “sporcaccioni”, come li definisce Mellone, non saranno tollerati: nelle ultime settimane, la presenza di queste tipologie di rifiuti è aumentata al punto da essere diventata un problema serio, non solo dal punto di vista della pulizia e del decoro urbano, ma anche per la salute.  Ignorati gli appelli alla cura della cosa pubblica ,il sindaco Mellone ed il suo entourage hanno deciso di passare alle maniere forti introducendo una sonora multa e predisponendo l’installazione di cestini dedicati alla raccolta di guanti e mascherine usati. 

“Tutto ci porta a pensare che per molto tempo saremo costretti a usare guanti e mascherine per prevenire il contagio da Covid-19. Per cui un provvedimento che ci consenta di scoraggiare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato e di indurre gli sporcaccioni a comportamenti più civili e di buon senso, ci è sembrato doveroso. Abbandonare guanti e mascherine costerà caro, perché siamo convinti che decoro urbano, tutela dell’ambiente e protezione dai rischi siano importantissimi. Polizia Locale e ispettori ambientali vigileranno su questi deprecabili comportamenti”
ha detto l’assessore di Nardò Mino Natalizio.

Purtroppo i nuovi rifiuti legati al coronavirus stanno contribuendo ad alimentare un problema già grave. L’allarme arriva dai massimi esponenti della salvaguardia ambientale, e lo stesso WWF ha dichiarato che se anche solo l’1% delle mascherine che usiamo finisse in natura, ogni mese ne avremmo 10 milioni disperse nell’ambiente, pari a 40mila chilogrammi di plastica, esortando dunque i comuni a predisporre nuovi raccoglitori in luoghi particolarmente critici, come porti, parchi, ville e supermercati per scoraggiare l’abbandono dei DPI.

Sanzioni e regolamenti più coercitivi sono certamente uno strumento di controllo utile, ma come abbiamo più volte sottolineato in passato non esiste organo centrale, multa o disposizione governativa che si possa sostituire efficacemente ad una sana e responsabile autoeducazione ed al buon senso personale.

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