C’è tempo fino al 23 gennaio 2022 per usufruire del bonus legato ai prodotti sfusi e alla spina. Il contributo a fondo perduto arriva a 5.000 euro, è erogato dal Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) per un ammontare totale di 20.000.000 di euro ed è finalizzato a sostenere le aziende che vendono prodotti sfusi o alla spina. Si tratta dell’attuazione del Decreto Clima 2019 che è stato bloccato per due anni a causa della pandemia e che ora offre un’opportunità di rimborso agli esercizi commerciali che nel 2020 hanno operato in questo comparto.  

Si tratta di un primo passo di attenzione concreta verso questo settore che in Italia, anche se più lentamente rispetto ad altri Paesi europei, sta prendendo sempre più piede. E che, rientrando nelle aree di intervento predisposte dal PNRR, in particolare nell’ambito della Missione 2 dedicata a “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, dovrebbe essere oggetto di sostegni sempre più efficaci. 

Noi di Sfusitalia ci crediamo, siamo sicuri che il settore degli sfusi e dello zero waste sarà opportunamente sostenuto nei prossimi anni. Allo stato attuale però la transizione sta marciando troppo lentamente e il nostro Governo lo ha ammesso. Il PNRR è infatti una risposta a questo ritardo e rappresenta un’occasione extra-ordinaria per un cambio sostanziale di marcia. Un cambio di marcia  che, a livello individuale, passa attraverso una spesa consapevole fatta di prodotti sfusi, prodotti zero waste, prodotti km zero, plastic free, prodotti da agricoltura biodinamica e da agricoltura basata sui principi della permacultura. Mai come in questo periodo storico il settore degli sfusi potrà giocare la propria partita.

Come accedere al credito.

Per richiedere il bonus  è necessario registrarsi sulla piattaforma digitale di Invitalia (Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia) al link: https://padigitale.invitalia.it. Naturalmente occorre essere in possesso di un’identità SPID, come  per qualsiasi servizio online della pubblica amministrazione.

Chi può accedere al credito.

Possono accedere ai contributi economici gli esercizi commerciali di vicinato e quelli di media e di grande struttura (per approfondimenti: decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114. Link:  https://web.camera.it/parlam/leggi/deleghe/98114dl.htm)

Spese rimborsate. 

Il bonus ai negozi che vendono sfuso, erogato nella forma di credito di imposta, prevede le seguenti voci di spesa per l’anno 2020:

 ▪ adeguamento dei locali: progettazione e realizzazione del punto vendita e dello spazio dedicato

 ▪ acquisto di attrezzature funzionali alla vendita di prodotti sfusi compreso l’arredamento o l’allestimento del punto vendita o dello spazio dedicato

 ▪ iniziative di informazione, comunicazione e di pubblicità.

Un altro bonus di sostegno ai prodotti sfusi, di pare valore, verrà erogato per le spese sostenute nell’annualità 2021. Per intercettarlo il consiglio è quello di tenere d’occhio la pagina istituzionale del Ministero della Transizione Ecologica. Anche il nostro blog ne darà conto.

Non sono tutte rose e fiori: cosa non funziona del bonus prodotti sfusi.

Non mancano le criticità e Sfusitalia intende raccoglierle per dare voce, già dagli inizi del 2022, alle istanze di chi opera nel mondo dei prodotti sfusi, no waste e plastic free, attraverso tavoli di confronto con le istituzioni. 

Questo anche alla luce del fatto che la maggior parte dei gap di questo decreto, secondo Sfusitalia,  risalgono a monte, ovvero a una scarsa conoscenza preliminare del settore.

 Cos’è mancato quindi in questo incentivo prodotti sfusi? Vediamolo per punti:

  • La prima criticità é strettamente legata a un limitato livello di approfondimento del segmento di mercato degli sfusi e del no waste. Altrimenti non si spiegherebbe perché tra i destinatari del contributo economico non siano stati inclusi i lungimiranti – e al contempo coraggiosi – imprenditori che nel 2018-2019 hanno deciso di investire negli sfusi. Essi hanno dato vita e impulso a questa pratica circolare, ai tempi non ancora conosciuta e affatto diffusa (ndr: il bonus, come già sottolineato, rimborsa le spese sostenute esclusivamente nel corso del 2020 e del 2021)
  • Non sono stati inclusi nel bando i prodotti no waste, che hanno performance   di sostenibilità davvero elevatissime e, su determinate categorie di prodotti, talvolta superiori allo sfuso stesso
  • Consideriamo la quantità di denaro erogata all’esercente (euro 5.000).  Consideriamo inoltre le spese ammissibili (progettazione e adeguamento dei locali;  acquisto di attrezzature funzionali alla vendita; attività di  comunicazione e di pubblicità): esse non sono consone a sostenere adeguatamente le piccole botteghe indipendenti. Queste ultime, una volta ancora, vengono penalizzate a favore di realtà economicamente molto più forti. 
  • Attribuiamo invece alla pandemia la mancanza di un’adeguata comunicazione ai negozianti sull’esistenza del bonus sfusi. In molti casi l’informazione non è proprio giunta. Altrimenti non si spiegherebbe la bassa percentuale di domanda espressa dalle 730 botteghe indipendenti e catene presenti sulla piattaforma di Sfusitalia.

In conclusione, dichiara Ottavia Belli, fondatrice e Ceo di Sfusitalia: “Il settore del no waste e degli sfusi può dare un contributo significativo alla transizione ecologica della società verso un’economia verde, ma deve essere posto nelle condizioni di poterlo fare. Quello che chiediamo è quindi l’apertura di un canale di confronto e dialogo con il Governo. L’obiettivo comune è quello di poter sfruttare al meglio le preziose risorse del programma NGEU (NextGeneration EU) e costruire, insieme al sistema Paese, un percorso di crescita economica pulita e duratura”.

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